25.06.2026 – 08:45 – Una vasta operazione di controllo nel settore del commercio su area pubblica ha impegnato questa mattina gli agenti della Polizia Locale in diverse zone strategiche della città, portando alla luce diffuse irregolarità amministrative e culminando con una denuncia a carico di un operatore. Gli accertamenti eseguiti sul territorio si inseriscono nel quadro delle attività pianificate dall’Amministrazione comunale per la tutela del decoro urbano e il rispetto delle normative sul commercio. Gli interventi mirati hanno riguardato dodici chioschi situati tra Piazzale Roma, fondamenta Monastero, San Simeon Piccolo, il Ponte degli Scalzi, Lista di Spagna e campo San Geremia. Nel corso delle verifiche, gli agenti hanno riscontrato numerose violazioni all’articolo 8 del Regolamento per il commercio su aree pubbliche, accertando che gli operatori occupavano con le merci spazi non consentiti, appoggiando i prodotti a terra o appendendoli direttamente alle strutture esterne. In alcuni casi specifici è emersa inoltre l’assenza totale del titolo autorizzatorio necessario per lo svolgimento dell’attività. Complessivamente, i controlli hanno determinato l’emissione di 36 diffide amministrative a carico dei gestori, accompagnate dal sequestro di 163 articoli e dall’irrogazione di sanzioni pecuniarie per un ammontare totale di 2.064 euro.
Dalle verifiche è emerso inoltre che nessuno dei dodici chioschi esaminati risultava provvisto del “banco tipo” stabilito dal Comune. Agli operatori è stato concesso un termine di cinque giorni per adeguare le proprie strutture ai parametri normativi, scaduto il quale sarà applicata una sanzione amministrativa di 1.032 euro per la mancata conformità alla struttura stabilita dall’Amministrazione.
I momenti di maggiore tensione si sono registrati nella zona di San Simeon Piccolo, dove la Polizia Locale è intervenuta nei confronti di un banco già precedentemente diffidato, avviando il sequestro dei prodotti esposti. Durante il caricamento della merce sull’imbarcazione di servizio, i due gestori del chiosco, padre e figlio, hanno tentato di ostacolare le procedure salendo a bordo del mezzo. Successivamente, il figlio si è tuffato in acqua in segno di protesta; nei suoi confronti sono scattati un ordine di allontanamento dalla città della durata di due giorni e una sanzione amministrativa di 450 euro. Il padre è stato invece condotto presso il Comando per le procedure di identificazione e, al termine degli accertamenti formali, è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
“Nel corso del sopralluogo di pochi giorni fa nella città d’acqua, il sindaco Venturini ha indicato il decoro commerciale come una delle priorità dell’azione della nostra Amministrazione – commenta la vicesindaco e assessore alla Sicurezza urbana Francesca Zaccariotto – Venezia non può tollerare situazioni di questo tipo che ne compromettono l’immagine e che minano la qualità della vita dei residenti. Quella di oggi non è stata un’operazione straordinaria, bensì una delle tante che saranno svolte nei primi mesi e anni”.
I commercianti diffidati dispongono ora di cinque giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione ed evitare ulteriori sanzioni e provvedimenti di sequestro. “L’utilizzo del ‘banco tipo’ garantisce decoro e ordine nelle zone più frequentate della città – commenta l’assessore al Commercio, Sebastiano Costalonga – in tanti si sono adeguati, consapevoli della sua importanza, chi invece ha preferito non rispettare le norme sull’esposizione della merce e sul decoro è giusto che, dopo una prima diffida, paghi. Un ringraziamento agli agenti che hanno operato oggi, gestendo con professionalità una situatione che poteva avere gravi conseguenze per l’incolumità delle persone”.


