20.07.2026 – 09:15 – La magia della Festa del Redentore ha nuovamente illuminato la laguna di Venezia, regalando a residenti e visitatori uno spettacolo pirotecnico di grande suggestione capace di fondere storia, tradizione e identità locale. Tra misticismo e convivialità, la celebre ricorrenza si è confermata uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità, estendendo i propri festeggiamenti ben oltre il centro storico per coinvolgere anche le realtà della terraferma e del litorale. Allo scoccare delle 23.40, il cielo sopra la laguna si è tinto di giallo, rosso e oro, richiamando i colori della bandiera di San Marco in un omaggio alla storia della Serenissima che ha dato ufficialmente il via alla serata. A questo avvio sono seguiti quadri pirotecnici dalle tonalità intense e in costante variazione, con effetti visivi che hanno trasformato il bacino veneziano in una grande tela luminosa in movimento.
La volta celeste è stata segnata da scie scintillanti, figure leggere e cascate bianche che, avvolgendo il Bacino di San Marco, si sono riflesse sull’acqua. Tra i momenti più attesi figurano le tradizionali “code di cavallo” dorate, apertesi lentamente fino a trasformarsi in cascate sospese, e un quadro scenografico ispirato a un prato verde apparso dall’acqua, da cui sono poi sbocciati fiori di fuoco.
Successivamente, un’ampia sequenza dominata da toni rossi e cremisi si è diffusa sulla superficie della laguna. A preannunciare il gran finale è stata quindi una serie di potenti lampi bianchi, seguita da una maestosa cascata d’oro e da un’ultima esplosione di colori e sfumature ideata per festeggiare la ricorrenza. Mentre il centro cittadino viveva l’intensità di un antico rito popolare che nella “notte famosissima” unisce spiritualità, religione e convivialità, lo spettacolo dei fuochi d’artificio ha acceso contemporaneamente anche i cieli di Asseggiano, Malcontenta e Pellestrina.


