Da rifiuto a risorsa: l’approccio AWASTER nella pratica

31.08.2026 – 11:00 – Attraverso la realizzazione del progetto AWASTER – Adopting WASTE as Resource, finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg Italia–Croazia, i partner croati e italiani hanno lavorato insieme per sviluppare soluzioni pratiche per una gestione più sostenibile dei rifiuti e delle risorse.

Avviato nel 2024, il progetto si è concentrato sulla promozione dell’economia circolare e sulla gestione sostenibile delle risorse. L’Agenzia Regionale per l’Energia dell’Istria (IRENA) ha guidato il progetto, con VeGAL, l’Associazione Sunce di Spalato,  SINLOC SPA di Padova, il Comune di Casarano e il GAL croato 5 come partner di progetto.

Nel corso del progetto, scuole, comunità locali, istituzioni pubbliche e organizzazioni della società civile hanno unito le forze per trasformare i principi dell’economia circolare in attività pratiche e concrete. Dalle pulizie delle coste al monitoraggio dei rifiuti, fino al riciclaggio, al compostaggio, al riutilizzo e alla stampa 3D, AWASTER ha dimostrato che ai rifiuti si può dare una seconda vita.

Un’attenzione particolare è stata riservata ai bambini e ai giovani. Attraverso workshop, EcoLab, attività creative ed esperimenti pratici, gli studenti hanno imparato come ridurre i rifiuti e contribuire alla protezione dell’Adriatico. Un obiettivo importante è stato anche quello di incoraggiare i ragazzi a condividere quanto appreso con i genitori e la comunità più ampia.

Le scuole in Croazia e in Italia hanno organizzato attività educative riguardanti i rifiuti marini, l’inquinamento da plastica, il riciclaggio, la riduzione dei rifiuti e la tutela del mare.

In Istria, IRENA ha attuato il programma “AWASTER – Meno Rifiuti, Più Successo” in sette scuole e scuole dell’infanzia, coinvolgendo 198 bambini e studenti. Attraverso presentazioni, quiz, giochi di smistamento dei rifiuti e dimostrazioni di riciclaggio della plastica, i partecipanti hanno appreso le basi della gestione dei rifiuti, compreso come i tappi di plastica delle bottiglie possano essere trasformati in filamento per la stampa 3D.

L’Associazione Sunce ha organizzato workshop introduttivi presso le scuole primarie di Visoka e Skalice a Spalato, mentre VeGAL in Italia ha fornito un programma che combinava lezioni, esperimenti scientifici, laboratori creativi e spettacoli teatrali. Più di 250 studenti e insegnanti hanno preso parte agli spettacoli interattivi “Alice oltre lo spreco” e “Ecoché”, che hanno esplorato la prevenzione dei rifiuti e il consumo responsabile in modo coinvolgente.

Il Comune di Casarano ha organizzato laboratori didattici per oltre 200 studenti, mentre il GAL 5 ha coinvolto 61 studenti in attività incentrate su prevenzione dei rifiuti, riutilizzo e riciclaggio.

VeGAL ha inoltre attuato il programma RESET con le scuole secondarie dell’area di Portogruaro. Il programma si è articolato in diverse fasi. Durante la prima fase, RESET LIVE, circa 130 studenti di sei classi hanno partecipato a workshop immersivi e attività STEM esplorando temi come l’impronta ecologica, le risorse finite e l’Earth Overshoot Day. Le attività hanno combinato quiz, problem solving di squadra e simulazioni, aiutando anche a identificare gli studenti e le squadre che avrebbero preso parte alle successive attività pratiche.

Durante la seconda fase, RESET LABORATORY, circa 180 studenti hanno partecipato a un EcoLab pratico, imparando come la plastica post-consumo, principalmente HDPE, possa essere selezionata, tritata e lavorata per ottenere nuovi prodotti.

Le attività sono state documentate e il manuale RESET è stato tradotto e stampato per supportare la futura attuazione del programma. L’EcoLab rimane a disposizione delle scuole e delle associazioni locali.

Imparare attraverso le azioni di pulizia

Gli studenti e i volontari locali hanno portato il loro apprendimento anche fuori dalle aule scolastiche, partecipando ad attività di pulizia delle coste e di altre aree. Lungo il percorso, hanno imparato a identificare, separare e registrare i diversi tipi di rifiuti.

IRENA ha organizzato due azioni di pulizia in Istria. Circa 200 kg di rifiuti sono stati raccolti nell’area di Teleferika a Rabac, mentre nella baia di Valsaline a Pola, 60 studenti hanno raccolto, differenziato e registrato 81,79 kg di rifiuti.

L’Associazione Sunce ha organizzato una pulizia nell’area di Pantana vicino a Traù (Trogir), dove 56 partecipanti hanno raccolto 112,85 kg di rifiuti e registrato 3.183 singoli elementi.

VeGAL ha organizzato quattro pulizie delle spiagge a Bibione, Caorle e Jesolo. Le attività hanno unito la raccolta dei rifiuti al monitoraggio e alla citizen science. Circa 170 kg di rifiuti sono stati raccolti durante una delle azioni, mentre circa 2.600 singoli oggetti sono stati registrati durante un’altra.

Sull’isola di Curzola (Korčula), studenti e volontari hanno preso parte a due azioni di pulizia, raccogliendo circa 20 kg di rifiuti a Žrnovo e 35 kg nella baia di Rasohatica.

Queste attività hanno dimostrato che la tutela dell’ambiente non è semplicemente un argomento da studiare in aula, ma qualcosa a cui ciascuno può contribuire attivamente nella propria comunità.

Imparare attraverso il monitoraggio dei rifiuti

Un’altra attività del progetto ha riguardato la sperimentazione dell’applicazione Waste Footprint, progettata per aiutare gli studenti a imparare a conoscere i rifiuti registrando al contempo i materiali raccolti.

IRENA ha testato l’applicazione in tre scuole dell’Istria tra agosto 2025 e giugno 2026. Studenti e insegnanti l’hanno trovata facile da usare, in particolare per gli alunni dalle classi terza alla sesta, e durante il periodo di prova non sono stati segnalati problemi tecnici di rilievo.

Il Comune di Casarano ha utilizzato l’applicazione durante una pulizia scolastica che ha coinvolto 33 studenti. Altri partner di progetto hanno introdotto e testato l’applicazione in diverse fasi nell’ambito delle loro attività con le scuole.

L’esperienza ha dimostrato che l’applicazione possiede un forte potenziale come strumento educativo, evidenziando al contempo opportunità di ulteriore sviluppo. Tra queste rientrano la semplificazione dell’esperienza utente, l’inserimento dei dati per intere classi, l’aggiunta di maggiori contenuti visivi e il miglioramento delle funzioni di esportazione dei dati.

Da rifiuto a nuovi prodotti

Uno dei risultati più pratici del progetto è stata la creazione e l’utilizzo degli EcoLab nelle scuole. Queste strutture hanno dato agli studenti l’opportunità non solo di imparare il riciclaggio, ma anche di sperimentare in prima persona con materiali e tecnologie reali.

IRENA ha istituito EcoLab in sei scuole della Regione Istriana, coinvolgendo circa 180 studenti. Attraverso queste attività, gli studenti hanno imparato come i rifiuti di plastica possano essere trasformati in filamento per stampanti 3D e utilizzati per creare nuovi prodotti. Hanno anche imparato le tecniche di compostaggio e utilizzato il compost per coltivare piante aromatiche nei giardini scolastici.

Presso la scuola primaria Rivarela di Cittanova (Novigrad), gli studenti hanno messo in pratica le conoscenze acquisite attraverso un’attività intergenerazionale, piantando fiori ornamentali ed erbe aromatiche insieme agli ospiti della casa di riposo di Cittanova.

L’Associazione Sunce ha svolto attività di stampa 3D in tre scuole di Spalato. Gli studenti hanno visitato un impianto di riciclaggio della plastica e hanno poi utilizzato materiali riciclati per creare prodotti come un modello di ecosistema marino, scatole per la raccolta differenziata e una lampada.

Attraverso il programma RESET, VeGAL ha coinvolto circa 180 studenti in attività incentrate sul riciclaggio della plastica HDPE. Gli studenti hanno imparato a selezionare, pulire, tritare e lavorare la plastica per trasformarla in nuovi prodotti.

Il Comune di Casarano ha istituito sette EcoLab dotati di stampanti 3D e attrezzature per la lavorazione della plastica, mentre il GAL 5 ha istituito EcoLab presso la scuola secondaria Petar Šegedin e la scuola primaria Petra Kanavelić. Lì, gli studenti hanno appreso le tecniche di compostaggio e l’uso della plastica riciclata per la stampa 3D.

Che cosa abbiamo ottenuto?

AWASTER ha dimostrato che gli studenti imparano meglio quando possono vedere, toccare e realizzare le cose da soli. Le attività pratiche come le pulizie ambientali, il riciclaggio, la stampa 3D, il compostaggio e i laboratori creativi si sono rivelate particolarmente efficaci nel suscitare interesse e rafforzare la comprensione dell’economia circolare da parte degli studenti.

Allo stesso tempo, il progetto ha dimostrato l’importanza della cooperazione tra scuole, enti locali, organizzazioni della società civile, imprese e comunità locali. La cooperazione transfrontaliera tra Croazia e Italia ha consentito ai partner di scambiare esperienze, testare nuovi approcci e sviluppare soluzioni che potranno continuare a essere utilizzate anche oltre la durata del progetto.

Cosa fondamentale, gli studenti hanno imparato che un rifiuto non deve sempre essere qualcosa che ci limitiamo a gettare via. Con la conoscenza, la creatività e la tecnologia adeguata, alcuni materiali di scarto possono diventare nuovi materiali, prodotti utili, compost o opere d’arte.

Oggi, dopo due anni di attuazione, il progetto lascia dietro di sé non solo nuove attrezzature e strumenti nelle scuole, ma anche modelli riproducibili, nuove conoscenze, competenze ed esperienze.

[g.m]

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