Ospedale di Portogruaro, nuove frontiere per la chirurgia della mano

19.10.2026 – 09:10 – L’innovazione nella chirurgia della mano e del polso passa anche dall’ospedale di Portogruaro, dove l’introduzione di tecniche mininvasive e di nuove soluzioni protesiche amplia le possibilità di trattamento delle patologie più complesse. Dal gennaio 2024 a oggi, l’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’ULSS 4 ha eseguito circa 1.200 interventi, affrontando sia disturbi diffusi sia casi che richiedono procedure altamente specialistiche. Tra le novità più significative c’è la possibilità di sostituire le piccole articolazioni delle dita con protesi che consentono di alleviare il dolore senza rinunciare alla mobilità, superando i limiti di alcune soluzioni chirurgiche tradizionali.

L’attività della UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Portogruaro ha registrato negli ultimi anni un incremento degli interventi e un’evoluzione delle tecniche utilizzate, consolidando il ruolo della struttura nel trattamento delle patologie della mano e del polso. Le procedure eseguite comprendono interventi ambulatoriali per problematiche frequenti, come la sindrome del tunnel carpale e il dito a scatto, ma anche operazioni più complesse, effettuate in regime di ricovero programmato o d’urgenza. L’équipe ortopedica ha progressivamente integrato tecniche mininvasive e dispositivi chirurgici di ultima generazione per affrontare diverse patologie. Nel trattamento della rizoartrosi, per esempio, viene utilizzata l’artroplastica, una tecnica che permette di conservare l’osso trapezio del carpo, con l’obiettivo di ridurre i tempi di recupero e preservare la forza di presa. Anche la retrazione di Dupuytren e l’artrosi della mano e del polso vengono trattate attraverso approcci percutanei o mininvasivi. Per le fratture, invece, vengono impiegati mezzi di sintesi di ultima generazione, progettati per garantire stabilità ai frammenti ossei e limitare il trauma ai tessuti molli.

La principale novità riguarda l’introduzione della sostituzione protesica delle piccole articolazioni delle dita, sia interfalangee sia metacarpo-falangee, nei pazienti con forme gravi e deformanti di artrosi. Tradizionalmente, in questi casi si ricorreva all’artrodesi, una procedura che elimina il movimento dell’articolazione attraverso la fusione delle superfici articolari. Sebbene efficace nel contrastare il dolore, questa soluzione comporta una perdita permanente della mobilità e può richiedere tempi di recupero prolungati. L’impiego di protesi in silicone o pirocarbonio consente invece di intervenire sull’articolazione mantenendo la possibilità di movimento attivo e passivo delle dita, con l’obiettivo di ridurre il dolore e favorire il recupero funzionale della mano. Si tratta di una soluzione che amplia le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti con artrosi avanzata.

“Ho introdotto personalmente queste novità chirurgiche e iper specialistiche all’interno della nostra UOC, occupandomi in prima persona delle procedure più complesse” – spiega Grazio Squitieri, ortopedico e specialista di riferimento per le patologie di mano e polso all’interno della UOC dell’ULSS4, con un lungo percorso di formazione a Trieste e Pordenone e socio della Società Italiana di Chirurgia della Mano (SICM) – “Un grande merito va al Direttore della UOC, Stefano Saggin, da sempre aperto e favorevole all’innovazione a beneficio del paziente, e alla Direzione Aziendale, che ci consente un costante approvvigionamento di device chirurgici sempre evoluti e di ultima generazione. Questo traguardo è il risultato di un costante confronto con altri centri d’eccellenza e della partecipazione a corsi avanzati, patrocinati dalla SCIM. A testimonianza di questo impegno, stiamo organizzando per il mese di aprile 2027 un convegno scientifico a Portogruaro focalizzato sulle fratture del polso, che vedrà la partecipazione di specialisti interni e dei più autorevoli esperti del settore a livello nazionale. L’intervento viene eseguito in Day Hospital e in anestesia loco-regionale, – prosegue Squitieri – i benefici per il paziente sono immediati, con la possibilità di riprendere la mobilizzazione delle dita già a un paio di giorni dall’operazione. Da inizio anno ho già eseguito con successo sei interventi di questo tipo, rappresentando una novità assoluta per l’Azienda Sanitaria che offre così risposte ad altissima specializzazione direttamente sul territorio”.

L’introduzione delle nuove procedure si inserisce in un percorso di investimento nell’innovazione tecnologica e nella formazione specialistica, con l’obiettivo di offrire cure avanzate senza costringere i pazienti a rivolgersi necessariamente a strutture fuori dal territorio. L’attività della struttura guarda anche ai prossimi appuntamenti scientifici: per aprile 2027 è infatti in programma a Portogruaro un convegno dedicato alle fratture del polso, con la partecipazione di specialisti dell’azienda sanitaria ed esperti del settore a livello nazionale. Un’occasione di confronto che si affianca al lavoro clinico e allo sviluppo di tecniche chirurgiche sempre più mirate alla conservazione della funzionalità della mano.

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