26.10.2026 – 16:00 – Operare sull’occhio osservandolo in tre dimensioni e in alta definizione, senza più chinarsi sugli oculari del microscopio ma guardando attraverso un casco indossato dal chirurgo: è la prospettiva che l’Unità operativa complessa di Oculistica dell’ospedale di San Donà di Piave ha messo alla prova nei giorni scorsi, sperimentando un sistema microscopico tridimensionale pensato per gli interventi più delicati, quelli in cui la precisione e il controllo di ogni movimento fanno la differenza. Una novità che, pur restando per ora nella fase di valutazione, si inserisce con coerenza nel percorso di aggiornamento tecnologico intrapreso dall’ULSS4 a favore della salute degli occhi.
Nella chirurgia oculare il chirurgo lavora con il microscopio operatorio, lo strumento che permette di ingrandire strutture di pochi millimetri. Il sistema oggetto della prova trasferisce l’immagine in un casco dedicato, che restituisce una visione tridimensionale, cioè con la percezione della profondità, e un elevato livello di dettaglio delle strutture oculari. L’obiettivo è offrire a chi opera una resa visiva più ricca proprio nei casi in cui ogni gesto richiede la massima accuratezza.
La sperimentazione rientra nel percorso di aggiornamento tecnologico dell’Oculistica dell’ULSS4, che ogni anno esegue circa 5.000 prestazioni chirurgiche, fra cui interventi vitreo retinici e a cataratta, cornea e glaucoma. Un volume di attività che rende particolarmente significativa la ricerca di strumenti in grado di sostenere il lavoro dell’équipe, soprattutto di fronte ai quadri clinici più complessi.
“Nella chirurgia oculare la qualità della visione del chirurgo incide direttamente sulla sicurezza di ogni gesto – spiega Giorgio Santin, Direttore della Uoc di Oculistica di ULSS4 – Valutare sul campo soluzioni come questa ci permette di capire quali strumenti possono ampliare le possibilità di intervento e sostenere il lavoro dell’équipe, soprattutto nei casi di maggiore complessità”.
Sul valore strategico degli investimenti in questo ambito si è espresso anche il Direttore generale dell’ULSS4, Carlo Bramezza: “Dare ai nostri professionisti strumenti adeguati alla complessità dei casi che affrontano ogni giorno è un modo concreto di tutelare la salute dei pazienti – dichiara il Direttore generale dell’ULSS4, Carlo Bramezza – L’innovazione tecnologica è una delle leve su cui stiamo costruendo lo sviluppo dei nostri servizi. Insieme alla crescita delle competenze, ci consente di migliorare la qualità delle cure offerte ai cittadini del Veneto Orientale”.


