04.11.2026 – 09:02 – Tre candidati all’esame teorico per la patente di guida di categoria B sono stati denunciati dopo essere stati scoperti con dispositivi elettronici nascosti sugli indumenti e microauricolari inseriti nei condotti uditivi, utilizzati presumibilmente per superare la prova in modo fraudolento. L’episodio è avvenuto alla Motorizzazione Civile di Venezia, dove l’attenzione degli esaminatori ha permesso di individuare comportamenti sospetti e richiedere l’intervento della Polizia Locale. Durante i controlli sono state recuperate microtelecamere, moduli per la trasmissione dei dati e smartphone, oltre a tre minuscoli auricolari che hanno richiesto l’intervento del personale sanitario per essere rimossi.
L’intervento risale alla giornata del 27 ottobre 2026, intorno alle 13, quando il personale del Servizio Sicurezza Urbana della Polizia Locale di Venezia è stato chiamato a intervenire presso la sede della Motorizzazione Civile in seguito a un presunto tentativo di frode durante una sessione d’esame per il conseguimento della patente B. A insospettire gli esaminatori, incaricati della vigilanza, sono stati alcuni comportamenti anomali tenuti da tre candidati, due cittadini indiani e un cittadino bengalese. In particolare, i tre avrebbero mantenuto per tutta la durata della prova una postura del busto insolitamente rigida, un atteggiamento che ha spinto il personale a richiedere ulteriori verifiche.
Al termine dell’esame, prima che potessero lasciare la struttura, i candidati sono stati fermati dagli agenti della Polizia Locale e accompagnati in un locale separato per gli accertamenti. Alla domanda degli operatori sulla presenza di eventuali dispositivi elettronici o informatici nascosti sulla loro persona e finalizzati al superamento fraudolento della prova, i tre hanno negato di averne. I sospetti degli agenti hanno trovato però riscontro nei controlli successivi. Sul colletto delle felpe indossate dai candidati era infatti visibile parte di un dispositivo per la trasmissione di immagini. La perquisizione personale ha permesso di individuare diversi strumenti tecnologici: moduli GSM per la trasmissione dei dati, smartphone utilizzati come hotspot Wi-Fi e microtelecamere destinate alla trasmissione video.
Nel corso delle verifiche è emerso inoltre che i tre uomini nascondevano nei rispettivi condotti uditivi destri dei piccoli dispositivi dotati di antenna. Gli oggetti erano stati inseriti a una profondità tale da rendere necessario l’intervento di personale medico specializzato per la loro estrazione. I candidati sono stati quindi accompagnati all’ambulatorio di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, dove i sanitari hanno provveduto alla rimozione dei tre microauricolari.


