18.02.2026 – 09.49 – Un’operazione di polizia giudiziaria pianificata con cura dal Commissariato di Marghera ha portato, nelle scorse ore, all’arresto in flagranza di un cittadino straniero già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di stupefacenti. L’intervento è scattato nel momento esatto in cui gli agenti hanno assistito a quella che è stata definita come una presunta cessione di sostanza stupefacente in cambio della dazione di denaro da parte di un acquirente.
Alla vista degli operatori della Polizia di Stato di Venezia, l’uomo ha tentato una fuga repentina nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Il percorso scelto per sottrarsi alla cattura ha visto il soggetto scavalcare muri e attraversare aree impervie caratterizzate da folti arbusti e rovi spinosi, sempre tallonato dagli agenti che non lo hanno mai perso di vista. La rincorsa si è conclusa dopo diverse centinaia di metri, quando gli operanti sono riusciti a bloccare il fuggitivo nonostante la sua violenta reazione. Durante le fasi del fermo, l’uomo avrebbe infatti opposto una strenua resistenza, sferrando numerosi calci e pugni in diverse parti del corpo all’indirizzo dei poliziotti.
Prima di essere definitivamente fermato, il soggetto avrebbe inoltre ingerito volontariamente diversi involucri per occultare le prove del reato. Per questa ragione, l’uomo è stato trasferito presso il reparto di Urologia dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, dove è rimasto sotto costante monitoraggio da parte del personale della Questura. Nel corso della degenza, l’indiziato ha espulso diversi ovuli contenenti sostanza stupefacente, identificata presumibilmente come eroina.
Al termine degli accertamenti e del recupero del materiale, il personale del Commissariato di Marghera ha proceduto all’arresto per la detenzione ai fini di spaccio di quasi venti ovuli di droga. Oltre a tale reato, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la cessione di stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, nonché per il porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere rinvenuti durante l’operazione. Il soggetto è stato quindi messo a disposizione dei magistrati per le fasi successive del procedimento penale.


