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domenica , 17 Maggio 2026

Il ritorno di Lohengrin alla Fenice: il debutto wagneriano di Damiano Michieletto

09.04.2026 – 09.30 – Il Teatro La Fenice si prepara a vivere uno dei momenti più attesi della Stagione Lirica 2025-2026 con il ritorno del Lohengrin di Richard Wagner. Il capolavoro del compositore tedesco, opera cardine del romanticismo musicale, sarà presentato in un nuovo e ambizioso allestimento che segna il primo confronto del regista Damiano Michieletto con l’universo wagneriano. La produzione, che vanta una prestigiosa collaborazione internazionale con il Teatro dell’Opera di Roma e il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, promette di offrire una lettura innovativa incentrata sull’astrazione estetica e sulla profondità psicologica dei protagonisti, portando sul palco veneziano un cast di rilievo internazionale e una direzione orchestrale di comprovata autorità specialistica.

La direzione musicale è affidata a Markus Stenz, figura di riferimento per questo repertorio, che guiderà l’Orchestra e il Coro della Fenice attraverso le ampie arcate sonore tipiche della maturità del compositore. “Già con Lohengrin Wagner sviluppa la sua propria concezione musicale – spiega il direttore d’orchestra Markus Stenz – che prevede racconti di lungo respiro, distesi attraverso un arco molto ampio. Questo è puro Wagner e con Lohengrin il compositore ha lasciato dietro di sé qualsiasi formato o forma lui abbia visto altrove o ereditato. Stava diventando indipendente e progettava opere che fossero tutte caratterizzate da questo lungo respiro”. Stenz sottolinea inoltre come la partitura si distingua per un uso eccezionale degli archi e per un legame stilistico che definisce i tratti soprannaturali dei personaggi, descrivendo l’opera come “un continuo crescendo, così come lo è stata la sua stessa vita”.

Sul piano scenico, Damiano Michieletto ha scelto di rifuggire dal sovraccarico visivo per concentrarsi sulla centralità dell’interprete. “Ho cercato di non farmi prendere dall’ansia di dover riempire il palcoscenico di cose, di segni – spiega il regista – perché a volte con Wagner c’è una sorta di horror vacui. Ho tentato di mettere invece l’umanità dei personaggi al centro della storia”. La scelta di costumi contemporanei, come giacche e cravatte dal colore uniforme, risponde a una precisa volontà di astrazione temporale, evocando l’immagine di un gruppo sociale compatto e chiuso. “In questo caso è un tipo di costume che dà un’astrazione. Anche nel colore. Tutti hanno lo stesso colore, è un gruppo compatto, chiuso, anche un po’ fanatico”, chiarisce il regista, definendo la narrazione come un racconto epico sospeso nel tempo.

Il cast vede numerosi debutti significativi: Brian Jagde vestirà i panni del cavaliere del cigno, affiancato da Dorothea Herbert nel ruolo di Elsa von Brabant. Chiara Mogini interpreterà Ortrud, mentre Äneas Humm sarà l’Araldo del re. Completano la compagine dei solisti Anthony Robin Schneider e Andrea Silvestrelli nel ruolo di Heinrich der Vogler, e Claudio Otelli come Friedrich von Telramund. La produzione si avvale inoltre della partecipazione dell’Hungarian National Male Choir. L’opera, sesta composizione wagneriana ispirata al poema medievale Parzival, vanta una solida tradizione italiana, essendo stata la prima opera del maestro tedesco a debuttare in Italia nel 1871. Le recite sono previste per il 12, 15, 19, 22 e 26 aprile 2026; la prima di Lohengrin alla Fenice sarà trasmessa in diretta nazionale da Rai Radio3, offrendo a un vasto pubblico la possibilità di assistere a questa importante produzione. Per informazioni www.teatrolafenice.it

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