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domenica , 17 Maggio 2026

San Donà, l’ULSS 4 organizza un ‘Viaggio tra generazioni’

22.04.2026 – 08.50 – Un ponte invisibile ma solidissimo sta unendo in questi giorni il futuro delle nuove generazioni alla memoria storica del territorio sandonatese. In un’epoca spesso segnata dalla velocità e dal distacco, l’iniziativa promossa dall’ULSS 4 in collaborazione con la Fondazione Lepido Rocco dimostra come la formazione professionale possa trasformarsi in un potente strumento di coesione sociale. Non si tratta solo di apprendere una tecnica, ma di riscoprire il valore profondo dell’accudimento, dove il benessere dell’anziano e l’energia degli studenti si fondono in un’esperienza di crescita umana che mette al centro la dignità della persona fragile.

Il progetto, denominato “Viaggio tra generazioni. Bellezza, arte e demenza”, ha vissuto lo scorso 21 aprile un momento significativo presso il Centro Formativo San Luigi di San Donà di Piave. Il percorso non si limita alla pratica manuale, ma si sviluppa attraverso un’articolata fase preparatoria curata da psicologi e geriatri delle Cure Primarie dell’ULSS 4. Durante questi incontri formativi, gli studenti hanno avuto modo di approfondire temi complessi e delicati come il decadimento cognitivo, la gestione della solitudine e la necessità di una relazione empatica con chi vive una condizione di fragilità. Questa solida base teorica serve a preparare i ragazzi a un approccio che vada oltre la semplice prestazione estetica, puntando tutto sull’attenzione e sull’ascolto.

L’attuazione pratica del progetto ha visto come protagonisti gli allievi della classe seconda C dell’indirizzo parrucchieri, che hanno aperto le porte del loro laboratorio agli anziani provenienti dal Centro sollievo di Caorle. In questa occasione, i giovani hanno letteralmente “preso in cura” i propri ospiti, offrendo loro non solo trattamenti professionali, ma anche un momento di socialità e calore umano. Il calendario prevede ora altri tre appuntamenti dedicati ai settori dell’estetica e dell’acconciatura, durante i quali verranno accolti ospiti dei Centri sollievo del territorio o persone che stanno attraversando periodi di particolare isolamento sociale.

Questa iniziativa, nata un anno fa e giunta oggi alla sua terza edizione, consolida un modello di integrazione che vede la scuola come luogo di educazione civica e non solo tecnica. Il confronto tra giovani e anziani diventa così un’occasione di scambio reciproco: se per gli ospiti della struttura rappresenta un’uscita dalla solitudine e un ritorno alla cura di sé, per gli studenti significa comprendere il valore etico del proprio lavoro. L’obiettivo primario resta la promozione di una cultura dell’inclusione che sappia guardare alla vecchiaia e alla malattia con occhi nuovi, garantendo che ogni individuo, a prescindere dalla propria condizione cognitiva, continui a sentirsi parte integrante e rispettata della comunità.

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