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Bollettino socioeconomico di maggio: meno Neet, più occupazione

07.05.2026 – 16:02 – Il Veneto chiude il primo trimestre del 2026 con un quadro socioeconomico che, almeno sul fronte dei dati strutturali, offre segnali di stabilità in un contesto internazionale tutt’altro che tranquillo. Il nuovo Bollettino socio-economico regionale di maggio, commentato dal presidente Alberto Stefani, fotografa una regione che ha centrato con cinque anni di anticipo un obiettivo europeo sui giovani inattivi, mantiene il PIL in crescita e vanta un tasso di disoccupazione tra i più bassi d’Italia.

Il dato che emerge con maggiore evidenza riguarda i cosiddetti Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Nel 2025 il Veneto ne conta 60.300, il 7% in meno rispetto all’anno precedente e il 42% in meno rispetto al 2018. Con una quota dell’8,3%, la regione ha già raggiunto l’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030, collocandosi tra le prime in Italia per questa voce. “Nel 2025 registriamo 60.300 Neet, con un calo del 7% rispetto all’anno precedente e una contrazione del 42% rispetto al 2018. Con una quota dell’8,3%, il Veneto ha già centrato, con cinque anni di anticipo, l’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030. Siamo tra le regioni leader in Italia per capacità di inclusione dei nostri ragazzi”, ha dichiarato Stefani.

Sul versante macroeconomico, le previsioni indicano per il Veneto una crescita del PIL dello 0,4% sia nel 2025 che nel 2026. Il dato è sostenuto da una crescita degli investimenti fissi lordi del 4,7% e da un aumento dei consumi delle famiglie dello 0,9%. “Nonostante le tensioni geopolitiche globali, il sistema Veneto dimostra una resilienza superiore”, ha sottolineato il presidente. Il mercato del lavoro registra un tasso di occupazione al 69,3%, due punti percentuali sopra i livelli pre-pandemia del 2019, mentre la disoccupazione si attesta al 3,5%.

Il Bollettino socioeconomico maggio segnala anche il primato regionale nei servizi per la prima infanzia: 35,6 posti ogni 100 bambini, contro la media nazionale del 31,6% e la soglia dei livelli essenziali di prestazione fissata al 33%. Sul fronte delle infrastrutture, il sistema aeroportuale regionale — che comprende gli scali di Venezia, Verona e Treviso — ha chiuso il 2025 con oltre 19 milioni di passeggeri, segnando un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Il turismo, già reduce da stagioni record, viene confermato tra i settori trainanti dell’economia locale. “Questi numeri non sono casuali“, ha concluso Stefani, “ma il frutto di una sinergia tra istituzioni e mondo produttivo che continua a fare del Veneto una delle locomotive d’Europa”.

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