19.06.2026 – 10:00 – Il Veneto si prepara a rafforzare le proprie difese contro i rischi idraulici grazie a uno stanziamento superiore ai 20 milioni di euro deliberato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le nuove risorse permetteranno di attivare una serie di interventi infrastrutturali mirati e diffusi sull’intero territorio regionale, focalizzandosi sulle aree strutturalmente più vulnerabili per far fronte alle conseguenze di eventi meteorologici sempre più frequenti. La pianificazione dei cantieri, basata sui criteri di urgenza definiti a livello nazionale, traccia una linea d’azione concreta per la tutela di cittadini, imprese e infrastrutture locali.
I fondi ministeriali finanziano opere che sono state precedentemente inserite nel portale telematico ReNDiS e valutate secondo stringenti indici di priorità tecnica, i quali identificano i progetti a maggiore impatto per la sicurezza idraulica. All’interno del piano di riparto spicca l’investimento di quasi 5,5 milioni di euro destinato alla realizzazione dell’area di laminazione di valle dello scolo Rialto a Torreglia. Un altro stanziamento di rilievo riguarda il bacino del Marzenego a Trebaseleghe, dove sono stati assegnati oltre 3 milioni di euro per lo sviluppo delle casse di espansione. Tra le opere prioritarie rientrano anche i lavori di messa in sicurezza del torrente Avenale-Muson, nel tratto compreso tra le località di Castelfranco Veneto e Castello di Godego, interventi attesi dalle comunità locali per potenziare la tenuta idraulica della zona.
L’assegnazione dei finanziamenti tocca in modo diffuso tutte le province venete, andando a intervenire su diversi nodi idrografici nevralgici. Il programma include opere specifiche sulla foce del fiume Adige, posizionate nel tratto costiero tra Chioggia e Rosolina, e interventi lungo il torrente Longhella tra i comuni di Marostica e Nove. Ulteriori risorse saranno destinate al consolidamento del sistema LEB a Cologna Veneta, oltre a una serie di progetti di regimazione idraulica volti a ridurre i fattori di rischio per le attività produttive e i centri abitati. L’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile, Elisa Venturini, ha espresso soddisfazione definendo l’operazione come un traguardo strutturale: «L’assegnazione di oltre 20 milioni di euro al Veneto per interventi contro il dissesto idrogeologico rappresenta un risultato importante che concretizza il lavoro di ricognizione, pianificazione e programmazione svolto dalla Regione insieme alle strutture tecniche competenti».
L’attenzione dell’amministrazione si sposta ora sulle tempistiche e sulle procedure amministrative necessarie per l’avvio operativo dei cantieri. Il livello di sviluppo dei progetti non è omogeneo: alcune delle opere inserite nel piano dispongono già di studi e livelli progettuali in fase avanzata, mentre altri interventi dovranno completare l’iter burocratico di progettazione formale e le successive procedure per l’affidamento dei lavori. Secondo le stime temporali formulate, le attività nei cantieri principali entreranno nel vivo nel corso del 2027, e la complessità strutturale di alcune opere richiederà tempi di esecuzione superiori ai dodici mesi. «Con questo finanziamento prende forma un percorso avviato da tempo per individuare le opere più efficaci nella riduzione del rischio idraulico e candidarle ai programmi nazionali», ha aggiunto Venturini, sottolineando l’importanza del lavoro preliminare: «Gli interventi sono stati inseriti nel portale ReNDiS e valutati secondo i criteri e gli indici di priorità defini-ti dal Ministero, che hanno consentito di individuare le opere con il maggiore impatto in termini di sicurezza del territorio. È un lavoro spesso poco visibile, ma fondamentale per trasformare le esigenze delle comunità in interventi finanziati e realizzabili».
La disponibilità effettiva dei fondi assicura una copertura finanziaria stabile e definisce il quadro operativo per i prossimi anni, ponendo la programmazione tecnica come elemento cardine per contrastare le criticità del territorio. L’assessore Venturini ha concluso evidenziando la centralità della prevenzione rispetto alla gestione delle emergenze: «La differenza tra un territorio che va sott’acqua e uno che riesce a contenere gli effetti di un evento estremo non dipende dalla fortuna, ma dalla programmazione. Dipende dalle opere realizzate, dalla manutenzione, dalla capacità di pianificare per tempo gli interventi necessari. È questo il lavoro che la Regione sta portando avanti e che oggi trova una concreta attuazione attraverso questi finanziamenti. La prevenzione resta la nostra migliore alleata per proteggere cittadini, imprese e comunità locali».


