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venerdì , 6 Febbraio 2026

Il palcoscenico come impegno civile, nei teatri veneti debutta Mirandolina

06.02.2026 – 12:00 – Di fronte alla tragedia dei femminicidi, il teatro non resta a guardare. Il debutto di Mirandolina, in scena dal 5 febbraio al Teatro Mario Del Monaco di Treviso e atteso al Teatro Goldoni di Venezia con le recite tra il 13 e il 15 febbraio, segna l’inizio di un’importante sinergia tra arte e impegno sociale. La nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, nata dalla collaborazione internazionale con l’Abbey Theatre di Dublino e il Teatro Nazionale Croato di Fiume, non sarà solo un evento culturale di respiro europeo, ma una concreta occasione di sostegno alle vittime più fragili della violenza di genere.

Grazie alla partnership con il Centro Veneto Progetti Donna, per tutta la durata delle repliche nei teatri del TSV (Treviso, Venezia e Padova), il foyer ospiterà un presidio informativo e di raccolta fondi dedicato al progetto “Orphan of Femicide Invisible Victim”. L’iniziativa, coordinata dalla Cooperativa Iside, si pone l’obiettivo di sostenere 38 orfani e orfane di femminicidio distribuiti in cinque regioni italiane. I fondi raccolti finanzieranno percorsi cruciali di accompagnamento psicologico, legale e sociale. I numeri, elaborati dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, tracciano un quadro drammatico: su una stima di 2.000 orfani in Italia, il 75,7% ha assistito a violenze domestiche e il 48,5% era presente al momento del delitto.

L’opera Mirandolina, scritta dalla drammaturga irlandese Marina Carr, rilegge il capolavoro di Carlo Goldoni La locandiera sotto una luce nuova e inquietante. Se l’originale del 1753 esaltava l’intelligenza e l’autodeterminazione femminile in chiave illuminista, la versione di Carr scava negli abissi dell’animo umano. Lo spettacolo esamina la vita di una giovane donna circondata da “ammiratori e predatori”, in un contesto dove le donne sono “in balia delle bugie che vengono loro propinate”. Come si legge nelle note di presentazione, questa è “una pièce sulla paura, la paura femminile, e sul prezzo che viene estorto a queste ragazze smarrite che osano reagire”.

Oltre alla dimensione sociale, il TSV rinnova l’appuntamento con “A scena aperta”: un ciclo di incontri per permettere al pubblico di dialogare con gli interpreti. Per le date veneziane, i colloqui si terranno il sabato alle 17:00 presso l’Ateneo Veneto, moderati da Alessandro Businaro e Alessandra Morgagni. “Per tutte le recite sarà presente in foyer un banchetto informativo e di raccolta fondi per sostenere il progetto Orphan of Femicide Invisible Victim, che sostiene 38 orfani e orfane di femminicidio in cinque regioni italiane: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto.”

 

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