10.07.2026 – 07:10 – Grigory Sokolov, tra i pianisti più autorevoli della scena internazionale tra Novecento e nuovo millennio, torna a esibirsi a Venezia dopo un’assenza di oltre dieci anni dai palcoscenici cittadini. L’appuntamento è per sabato 11 luglio, alle ore 20.00, nella Sala Grande del Teatro La Fenice, dove il concerto chiuderà la Stagione 2026 di Musikàmera prima della pausa estiva. Il programma della serata, articolato e di ampio respiro, si concentra su due autori cardine del repertorio pianistico ottocentesco. Sokolov aprirà con Ludwig van Beethoven, proponendo la Sonata n. 4 in mi bemolle maggiore op. 7 e le Sei Bagatelle op. 126, per poi dedicare la seconda parte del concerto a Franz Schubert, con l’esecuzione della Sonata in si bemolle maggiore D 960.
I biglietti per l’evento sono ancora disponibili e possono essere acquistati presso la biglietteria del Teatro La Fenice, nei punti vendita Vela Venezia Unica oppure tramite il canale di vendita online. Le tariffe variano a seconda del settore: platea, palchi laterali parapetto e palchi centrali (parapetto e retropalco) hanno un costo di 80 euro, mentre galleria e loggione centrali sono fissati a 50 euro. Per i posti a scarsa visibilità il biglietto costa 25 euro, mentre l’opzione “Solo Ascolto” è proposta a 15 euro. È inoltre prevista una tariffa dedicata agli under 26, pari a 25 euro, valida in tutti i settori a eccezione di platea e palchi con posti di parapetto, oltre a una formula last-minute riservata agli under 20 sui posti rimasti disponibili.
Grigory Sokolov – La natura unica e irripetibile della musica creata nel momento presente è fondamentale per comprendere la bellezza espressiva e l’onestà avvincente dell’arte di Grigory Sokolov. Le interpretazioni poetiche del pianista russo, che prendono vita con intensità mistica durante l’esecuzione, nascono da una profonda conoscenza delle opere del suo vasto repertorio. I suoi programmi da recital spaziano da trascrizioni della polifonia sacra medievale e opere per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger fino alla musica di Bach, Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e composizioni fondamentali del Novecento di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninoff, Schoenberg e Stravinsky. È ampiamente riconosciuto tra gli appassionati di pianoforte come uno dei più grandi pianisti viventi, un artista universalmente ammirato per la sua visione profetica, la spontaneità ipnotica e la devozione intransigente alla musica.
Nato a Leningrado (oggi San Pietroburgo) il 18 aprile 1950, ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di cinque anni e, due anni dopo, ha cominciato a studiare con Liya Zelikhman alla Scuola Speciale Centrale del Conservatorio di Leningrado. Ha proseguito con le lezioni di Moisey Khalfin al Conservatorio di Leningrado e ha tenuto il suo recital di debutto a Leningrado nel 1962. Il talento prodigioso di Sokolov è stato riconosciuto nel 1966 quando, a 16 anni, è diventato il musicista più giovane a ricevere la Medaglia d’Oro al Concorso Pianistico Internazionale Čajkovskij di Mosca. Emil Gilels, presidente della giuria del Concorso Čajkovskij, è stato in seguito un grande sostenitore del lavoro di Sokolov.
Le sue registrazioni dal vivo dell’epoca sovietica hanno acquisito uno status quasi mitico in Occidente, prova di un artista al contempo del tutto individuale, come nessun altro, eppure nutrito dal ricco terreno della tradizione pianistica russa. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ha iniziato a esibirsi nelle principali sale da concerto e festival d’Europa. Si è esibito ampiamente come solista con orchestre di altissimo livello, prima di decidere di concentrarsi esclusivamente sui recital solistici. Sokolov tiene circa 70 concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un unico programma e facendo tournée in tutta Europa.
A differenza di molti pianisti, Sokolov si interessa da vicino al meccanismo e all’assetto degli strumenti che suona. Trascorre ore esplorandone le caratteristiche fisiche, consultando e collaborando con i tecnici dei pianoforti per raggiungere i suoi requisiti ideali. Parco nell’uso del pedale di risonanza, riesce a evocare tutto, dalle più sottili gradazioni timbriche e tessiturali ai contrasti sonori più audaci, grazie al puro virtuosismo della sua diteggiatura. La critica attira regolarmente l’attenzione sulla sua straordinaria capacità di articolare le singole voci all’interno di una complessa trama polifonica e di proiettare linee melodiche continue.
Nel 2014 Sokolov ha firmato un contratto in esclusiva con la Deutsche Grammophon e il suo primo album è stato pubblicato nel gennaio 2015, un recital sensazionale registrato dal vivo al Festival di Salisburgo 2008, un doppio CD comprendente due sonate di Mozart, i 24 Preludi Op.28 di Chopin e pezzi bis di Bach, Chopin, Rameau e Scriabin. Nel 2016 è seguito un secondo doppio album, “Sokolov Schubert/ Beethoven”e nel 2017 il terzo con la sua scelta personale di due esibizioni dal vivo con concerto: il Concerto per pianoforte in la maggiore K488 di Mozart e il Concerto per pianoforte n. 3 di Rachmaninov, il primo registrato alla Salzburg Mozart Week del 2005, il secondo ai BBC Proms del 1995. Queste storiche registrazioni d’archivio sono state pubblicate insieme al DVD del film documentario di Nadia Zhdanova “A Conversation That Never Was”, un ritratto rivelatore di Sokolov basato su interviste ad amici e colleghi del pianista e illustrato con filmati inediti provenienti da archivi privati


