20.08.2026 – 11:30 – In via San Pio X, Mestre riscopre le proprie radici nel cuore del centro cittadino. I recenti scavi archeologici, resi necessari dagli interventi di sostituzione della rete del gas, hanno svelato importanti testimonianze storiche che arricchiscono il mosaico dell’identità urbana mestrina, portando alla luce strutture che raccontano secoli di trasformazioni e frequentazioni. La conclusione dei rilievi sul campo segna il passaggio alla fase di analisi tecnica, volta a definire con esattezza cronologia e funzione dei manufatti rinvenuti. Il ritrovamento di maggiore rilievo è costituito da un pozzo-cisterna in muratura del XV secolo, giunto fino a noi in buono stato di conservazione e integro nella sua struttura complessiva. Attorno a tale reperto, le indagini stratigrafiche hanno evidenziato una sequenza complessa di murature che documentano fasi di costruzione e riuso succedutesi nel tempo.
Gli scavi hanno inoltre intercettato una grande fossa di spoliazione, riconducibile al tracciato delle mura del Castelnuovo, smantellate in passato per permettere lo sviluppo dell’edificato. Alcuni materiali provenienti da tale demolizione sarebbero stati reimpiegati per la realizzazione del Palazzo Tirabosco, progettato nel XVII secolo da Vincenzo Scamozzi, a cui apparterrebbero alcuni lacerti murari individuati in loco. Il quadro dei ritrovamenti è completato da canalizzazioni e stratificazioni di riporto che confermano la costante riorganizzazione dello spazio urbano.
La gestione del cantiere ha saputo coniugare la tutela del patrimonio con le necessità tecniche di infrastrutturazione. Come ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Riccardo Brunello, “Il risultato degli approfondimenti consente di far coesistere due esigenze concrete: tutelare quanto emerso dal sottosuolo e consentire la prosecuzione dell’intervento sulla rete del gas nel pieno rispetto delle prescrizioni archeologiche”. La strategia adottata prevede la protezione dei manufatti con apposito materiale per la conservazione e la posa di una struttura sotterranea che, oltre a permettere la messa in sicurezza della condotta del gas, creerà i presupposti per una futura valorizzazione dei reperti.
L’Amministrazione comunale sta ora valutando, d’intesa con la Soprintendenza, le modalità più idonee per rendere fruibile la memoria storica riemersa, anche attraverso un intervento di segnalazione in superficie. Le recenti scoperte si aggiungono ai rinvenimenti avvenuti in precedenza presso l’ex scuola De Amicis, dove lavori di restauro hanno portato alla luce strutture medievali che saranno destinate alla pubblica fruizione. “I due cantieri, pur distinti, hanno contribuito a restituire un quadro ancora più dettagliato della storia del sottosuolo del centro di Mestre. È intenzione dell’Amministrazione, anche alla luce delle ultime scoperte, aggiornare il sistema di totem informativi già presenti, per documentare e rendere accessibile a tutti la storia del centro mestrino”, ha affermato Brunello. Le nuove evidenze offrono dunque l’opportunità di approfondire la narrazione storica di Mestre, con l’obiettivo di integrare tali scoperte nel patrimonio informativo accessibile alla cittadinanza.


