23.09.2026 – 09:15 – Si è svolto a Jesolo l’evento conclusivo del Progetto Turismo Sociale e Inclusivo della Regione del Veneto, un appuntamento che ha chiuso il biennio 2025-2026 tracciando il bilancio di una rete che ha coinvolto tutte le Aziende sanitarie del territorio veneto: oltre 120 inserimenti lavorativi per persone con disabilità, percorsi di vita indipendente e la partecipazione, anche nella cornice delle Olimpiadi Milano-Cortina, a uno dei grandi eventi sportivi internazionali dell’anno.
Dall’idea nata nel territorio dell’Azienda ULSS4 di realizzare una spiaggia dedicata alle persone con disabilità, la Regione Veneto dal 2017 ha progressivamente finanziato una progettualità specifica sul turismo sociale e inclusivo, volta a stimolare un cambiamento culturale da parte di tutti i portatori d’interesse nel ripensare luoghi, attenzioni e servizi rivolti a turisti con disabilità o fragilità, così da renderli accessibili a tutti senza distinzioni. L’evento conclusivo ha rappresentato il momento di sintesi di un percorso che ha unito sanità pubblica, istituzioni, imprese e mondo del terzo settore, con l’obiettivo di rendere l’offerta turistica veneta accessibile e aperta a tutti, trasformando la vacanza in un’opportunità di integrazione sociale e autonomia. Il progetto è stato finanziato con circa 3,5 milioni di euro dal Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità.
La Ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli ha inviato un messaggio in cui ha sottolineato: “Oggi si parla non solo di turismo accessibile per chi si sposta e viaggia nei nostri territori ma anche per le persone con disabilità che lavorano nel campo del turismo. Ho avuto modo, nel corso del tempo, di verificare la qualità dei progetti e il grande lavoro che è stato portato avanti, e di questo vi ringrazio di cuore. Voglio salutare l’Assessore Paola Roma che ha dimostrato di essere sempre attenta al territorio, alle persone, alle famiglie e ringraziarla per questo impegno che sta letteralmente trascinando il mondo che si occupa di disabilità e di temi legati al sociale. Complimenti per questa solida rete che avete consolidato in Veneto, dedicata anche al turismo accessibile e sostenibile, punto di riferimento a livello nazionale”.
Nel corso del biennio sono stati avviati 124 percorsi di inserimento lavorativo, realizzati prevalentemente all’interno di strutture ricettive del territorio regionale, realtà commerciali, enti locali e associazioni di categoria, permettendo a giovani con disabilità o in situazione di fragilità di sperimentarsi in contesti professionali stagionali. All’esperienza lavorativa si sono affiancati, in diversi casi, progetti di autonomia abitativa e vita indipendente condotti al di fuori del contesto familiare con il supporto di operatori specializzati, oltre a centinaia di iniziative dedicate al tempo libero e alla socializzazione, tra cui laboratori musicali e teatrali, sessioni di Thai Chi e Yoga in riva al mare o in montagna, navigazione a vela, parapendio, voga, Sup e percorsi di cicloturismo.
Paola Roma, Assessore ai Servizi Sociali della Regione del Veneto, ha ripercorso l’origine del progetto: “Dieci anni fa, qui a Lido di Jesolo, la spiaggia di Nemo ha dimostrato che un territorio può essere davvero accessibile a tutti. Da quell’esperienza è nato un percorso che ha dato a tante persone con disabilità la possibilità di lavorare, di sperimentare l’autonomia abitativa e di partecipare alla vita sociale e al tempo libero, coinvolgendo tutte e nove le Ulss del Veneto. Un modello nato sul nostro litorale che è diventato un esempio anche per le altre regioni italiane. Questo decennale non rappresenta soltanto un traguardo formale, ma un vero e proprio punto di svolta culturale per la nostra comunità. Nel corso di questi anni abbiamo compreso che l’accessibilità non riguarda esclusivamente l’abbattimento delle barriere architettoniche fisiche, ma implica la costruzione di ponti relazionali, formativi e lavorativi capaci di durare nel tempo. Fondamentale, in questo percorso, è stato l’approccio fondato su una vera e propria partnership territoriale: una rete solida e capillare che vede camminare fianco a fianco le Aziende Ulss, i Comuni, il Terzo Settore e le realtà imprenditoriali private, dimostrando che quando la responsabilità sociale diventa un obiettivo condiviso, l’intera comunità ne esce rafforzata”.
Il Direttore Generale dell’ULSS4, Carlo Bramezza, ha ricostruito il percorso compiuto dal progetto: “Tutto è partito dalla straordinaria esperienza della Spiaggia di Nemo a Jesolo, nata per offrire vacanze accessibili e sicure. Oggi quel primo passo si è trasformato in un vero e proprio ecosistema dell’inclusione che coinvolge l’intero territorio regionale, consentendo alle persone con disabilità di vivere esperienze concrete di autonomia, lavoro e vita sociale. Dimostriamo così che un sistema sanitario d’eccellenza sa andare oltre la cura, accompagnando le persone nel loro percorso di vita e riconoscendone la piena dignità”.
Anche l’amministrazione comunale di Jesolo ha voluto sottolineare il valore dell’iniziativa. L’assessore al Turismo Alberto Maschio ha dichiarato: “Jesolo è orgogliosa di aver ospitato questo momento conclusivo e, soprattutto, di essere stata il luogo da cui è partito un percorso che oggi coinvolge l’intero Veneto. La Spiaggia di Nemo ha rappresentato una vera esperienza pionieristica, dimostrando che accessibilità e qualità dell’accoglienza possono e devono procedere insieme. Per una destinazione turistica come Jesolo, l’inclusione non è soltanto un valore sociale, ma un elemento qualificante della nostra offerta. I risultati raggiunti dimostrano quanto sia importante fare rete tra istituzioni, sanità, imprese e associazioni per costruire un turismo realmente aperto a tutti. È un percorso che vogliamo continuare a sostenere e sviluppare, perché rendere una destinazione più accessibile significa renderla migliore per tutti”.


