13.03.2026 – 11.00 – Il MOSE, l’opera che protegge Venezia e la sua laguna dalle acque alte, si dota ora anche di uno scudo digitale. L’11 marzo 2026, presso l’Ufficio di Gabinetto della Questura di Venezia, è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato e il Consorzio Venezia Nuova per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici che minacciano i sistemi e i servizi considerati critici per il funzionamento dell’infrastruttura. Un accordo che si inserisce in un contesto nazionale in cui la sicurezza cibernetica è diventata una priorità non più rinviabile.
La firma è avvenuta alla presenza del Questore di Venezia Antonio Sbordone e ha visto come firmatari Tiziana Pagnozzi, dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Veneto, e Massimo Miani, Commissario Liquidatore e Legale Rappresentante del Consorzio Venezia Nuova – MOSE. Il protocollo rientra nelle direttive del Ministero dell’Interno volte a potenziare la prevenzione alla criminalità informatica attraverso accordi con gli operatori che erogano servizi essenziali per il sistema economico e sociale del Paese. Il Consorzio Venezia Nuova, concessionario della realizzazione e gestione del Modulo Sperimentale Elettromeccanico, rappresenta a pieno titolo uno di questi operatori: l’infrastruttura che ha il compito di difendere Venezia e la laguna dalle maree è classificata come obiettivo sensibile anche sul fronte degli attacchi digitali.
Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica opera quotidianamente per garantire l’integrità delle reti informatiche delle strutture strategiche, lavorando in coordinamento con il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche del Servizio Polizia Postale di Roma e con i centri regionali. Nel Veneto, il protocollo firmato oggi porta a 37 il numero di soggetti aderenti — tra aziende private e pubbliche amministrazioni locali — impegnati in un dialogo costante con il Centro per definire piani d’azione comuni e strategie di difesa condivise.
La dirigente Pagnozzi ha sottolineato il valore di questo approccio collaborativo: la condivisione continuativa di informazioni, incluse le segnalazioni relative a eventuali vulnerabilità dei sistemi, consente di ridefinire nel tempo le strategie di difesa più efficaci. Ha inoltre posto l’accento sul ruolo del fattore umano, evidenziando come la formazione del personale sia determinante: “è proprio il fattore umano che, con l’acquisizione di conoscenze sempre più elevate e strumenti più evoluti ed efficaci, è fondamentale ai fini dell’adozione di decisioni e strategie maggiormente incisive per affrontare il cybercrime.”
Il Commissario Miani ha chiarito le ragioni che hanno reso necessario dotare il MOSE di una protezione informatica strutturata: l’opera, giunta alla fase conclusiva e destinata a essere consegnata allo Stato con l’affidamento all’Autorità per la laguna di Venezia dopo il collaudo, “in quanto infrastruttura di fondamentale importanza per la salvaguardia della città, nonché obiettivo sensibile per gli attacchi informatici, dovesse essere fornita di un adeguato sistema di protezione a sua difesa.” Un’esigenza che riflette la consapevolezza crescente, a livello nazionale, che malfunzionamenti o attacchi ai sistemi informatici di infrastrutture critiche possono avere conseguenze rilevanti non solo sul piano economico e industriale, ma anche per i singoli cittadini.


