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Veneto, 38 milioni per l’infanzia: più risorse per nidi e sostegno

14.05.2026 – 09:01 – La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera a uno stanziamento di 38 milioni di euro per l’anno 2026 destinato al potenziamento dei servizi per la prima infanzia e al sostegno delle scuole dell’infanzia non statali. L’investimento punta a consolidare una rete educativa che, già nel 2025, ha garantito oltre 35.000 posti tra asili nido, nidi in famiglia e sezioni primavera, offrendo una risposta strutturale alle necessità delle famiglie e alla sfida della denatalità attraverso il rafforzamento dei servizi 0-6 anni su tutto il territorio regionale.

L’impegno economico complessivo viene ripartito in due filoni principali: dei 38 milioni complessivi, 17.750.400 euro sono riservati ai servizi per la prima infanzia, categoria che comprende asili nido, servizi innovativi e nidi in famiglia, mentre i restanti 20.249.600 euro sono assegnati alle scuole dell’infanzia non statali. All’interno di questa seconda tranche, una quota di 5,5 milioni di euro è specificamente vincolata alla copertura dei costi per gli insegnanti di sostegno dedicati agli alunni con disabilità certificate. I dati relativi all’offerta regionale nel 2025 confermano l’ampiezza della rete con 935 asili nido per 28.540 posti, 217 nidi in famiglia per 1.302 posti e 409 sezioni primavera che accolgono 5.407 iscritti.

L’assessore al Sociale e alla Famiglia, Paola Roma, ha sottolineato il valore strategico dell’operazione evidenziando come “con queste risorse sosteniamo la famiglia e dunque investiamo nel futuro del Veneto. I servizi educativi per la prima infanzia e le scuole dell’infanzia rappresentano presidi fondamentali per la crescita dei bambini, ma anche strumenti indispensabili per accompagnare le famiglie nella quotidianità e per sostenere concretamente la natalità”. Secondo l’amministrazione, la disponibilità di una rete capillare di servizi è un elemento determinante per la tenuta del sistema sociale e per favorire l’occupazione, in quanto “il tema della conciliazione tra famiglia e lavoro è un nodo cruciale della nostra società, una sfida che coinvolge tutti e sulla quale l’amministrazione regionale c’è”.

Un’attenzione specifica è rivolta all’impatto di questi servizi sul percorso professionale dei genitori, con un riferimento diretto alle disparità di genere nel mercato del lavoro. L’assessore Roma ha infatti precisato che “nidi e scuole dell’infanzia sono un supporto imprescindibile soprattutto per le donne, che troppo spesso si trovano costrette a scegliere tra maternità e lavoro. Garantire una rete educativa diffusa, qualificata ed efficiente significa permettere a tante madri di continuare il proprio percorso professionale senza rinunciare alla cura dei figli”. L’efficienza della rete diventa così uno strumento di parità oltre che di educazione.

Il provvedimento mira infine a garantire l’universalità dell’accesso, includendo i profili di maggiore fragilità all’interno del sistema scolastico paritario. “Particolare attenzione viene riservata all’inclusione dei bambini con disabilità, attraverso il sostegno agli insegnanti di sostegno: 5,5 milioni delle risorse stanziate a favore delle scuole dell’infanzia non statali è dedicato alla copertura delle spese per gli insegnanti di sostegno“, ha concluso l’assessore, definendo lo stanziamento come “un aiuto che permette ai più fragili di essere seguiti al meglio in un contesto che promuove già dalla primissima infanzia inclusione e senso di comunità”.

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