Dal 18 giugno la mostra Trasformazioni alla Sala Palazzo della Provvederia

09.06.2026 – 09:33 – La Sala Palazzo della Provvederia si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento culturale di rilievo locale con l’apertura ufficiale della mostra personale dell’artista Alberto Facca, intitolata “Trasformazioni”. Dal 18 al 27 giugno, lo spazio espositivo ospiterà una selezione di opere nate dal recupero e dalla lavorazione di materiali naturali, offrendo ai visitatori un’occasione di riflessione sul legame tra il tempo, l’ambiente e il percorso dell’esistenza umana. L’evento, caratterizzato dall’accesso completamente gratuito per tutta la sua durata, si inserisce nel più ampio programma di manifestazioni territoriali de “Le Città in Festa”.

Il calendario ufficiale prevede l’inaugurazione giovedì 18 giugno alle ore 18. Da quel giorno e fino alla chiusura della manifestazione, le porte della sala rimarranno aperte al pubblico tutti i giorni della settimana, osservando un orario pomeridiano fisso compreso tra le 17.30 e le 19.30. La cura scientifica e organizzativa dell’esposizione è affidata ad Alessandra Cusinato, che ha selezionato i lavori capaci di illustrare il percorso creativo dell’autore.

Al centro della produzione di Facca si colloca l’impiego di frammenti lignei restituiti dal mare dopo lunghi periodi di esposizione agli elementi. L’artista interviene sulla materia con azioni mirate, che seguono con tatto la loro storia e rispettano la narrazione silenziosa che trapela sulle superfici consumate dal tempo, dal vento e dal mare. Questo processo operativo permette al legno di assumere una nuova configurazione e, tra le mani dell’artista, di acquistare una nuova storia.

Il nucleo concettuale delle opere selezionate per questa mostra propone un’analogia tra il viaggio del legno — che percorre un lungo viaggio dalla montagna al mare — e la trasformazione dell’uomo. Le superfici esposte recano segni cromatici inediti, abrasioni, levigature e stratificazioni salmastre; ogni superficie consumata, salmastra, trafitta, levigata, porta i segni del tempo e delle ferite, delle esperienze e dei dolori, e delle speranze. Il percorso espositivo stimola un approccio sensoriale, invitando lo spettatore a scoprire con gli occhi e con le mani le opere, le loro tramature e i loro profumi, per coglierne il passato e il nuovo presente. La tesi di fondo mette in luce l’inarrestabile forza vitale della natura in continua trasformazione, a cui l’uomo è strettamente e ineluttabilmente legato.

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