08.07.2026 – 09:00 La città di Caorle si prepara a vivere uno degli appuntamenti più sentiti e identitari della propria tradizione religiosa. Sabato 11 e domenica 12 luglio torna infatti la Festa della Madonna dell’Angelo, patrona e protettrice della città, con un ricco programma di celebrazioni che vedrà la partecipazione di importanti autorità ecclesiastiche e il ritorno del suggestivo “incendio del campanile”. Le celebrazioni prenderanno il via sabato alle ore 21 sul sagrato del Santuario della Madonna dell’Angelo con la Santa Messa presieduta dal Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia. Al termine della funzione, la tradizionale processione accompagnerà la statua della Vergine fino al Duomo di Santo Stefano.
Uno dei momenti più attesi sarà il caratteristico “incendio del campanile”, spettacolare tradizione che accompagna il passaggio della Madonna: il millenario campanile del Duomo si illuminerà di rosso grazie all’accensione di fuochi artificiali, regalando ai fedeli e ai visitatori un’immagine di grande impatto e suggestione.
Il programma proseguirà domenica con i Vespri solenni alle 17.45 nel Duomo. Alle 21 sarà il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, a presiedere la Santa Messa e a guidare la processione che riporterà il simulacro della Vergine al Santuario della Madonna dell’Angelo, recentemente interessato da un importante intervento di manutenzione straordinaria.
La presenza di due figure di primo piano della Chiesa cattolica conferisce un significato ancora più rilevante all’edizione di quest’anno. «La presenza del Patriarca di Venezia e del Segretario di Stato della Santa Sede rende ancor più speciale la Festa della Madonna dell’Angelo – ha dichiarato il sindaco di Caorle, Marco Sarto –. La partecipazione del Patriarca Moraglia e del Cardinale Parolin conferma quanto questa celebrazione rappresenti uno dei principali appuntamenti mariani non solo della Diocesi di Venezia, ma di tutto il Nord Italia».
La Festa della Madonna dell’Angelo rappresenta ogni anno un momento di profonda spiritualità, ma anche un’occasione per valorizzare le tradizioni e l’identità della comunità caorlotta, richiamando migliaia di fedeli e visitatori in uno degli scenari più suggestivi dell’Alto Adriatico.
[s.b.]


