Commercio, il Veneto vara la riforma per salvare i piccoli negozi di vicinato

29.04.2026 – 12:10 – Il Veneto si appresta a varare una riforma complessiva del comparto commerciale, mirata a bilanciare l’innovazione digitale con la tutela delle attività di prossimità. Il nuovo disegno di legge, che approda domani in Giunta regionale, punta a semplificare la burocrazia per le imprese e a frenare la desertificazione dei centri storici, ponendo un freno allo sviluppo disordinato delle grandi strutture di vendita. Attraverso lo stanziamento di 10 milioni di euro per il 2026 e una revisione organica delle norme, la Regione intende restituire competitività al sistema economico locale, promuovendo al contempo la sostenibilità ambientale e la rigenerazione urbana.

“Con questo disegno di legge avviamo una riforma organica e strategica del commercio veneto, attesa da anni, che mette ordine a una normativa frammentata e risponde in modo concreto alle trasformazioni profonde del settore”. Con queste parole l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al commercio, Massimo Bitonci, presenta il provvedimento “Disciplina del settore commercio nella Regione del Veneto”, un testo fortemente voluto dal presidente Alberto Stefani. La riforma giunge in un momento delicato per il comparto, segnato da una forte pressione dell’e-commerce e delle grandi catene.

Secondo Bitonci, l’intervento si è reso necessario alla luce della contrazione delle imprese nei centri urbani. “Era necessario intervenire con una riforma capace di riequilibrare il sistema e sostenere il commercio di prossimità, che rappresenta un presidio economico e sociale fondamentale per i nostri territori. Questo testo esce da tre mesi di concertazione con le associazioni di categoria, le imprese, gli enti locali e le organizzazioni dei consumatori. Il piccolo commercio è un patrimonio identitario e sociale dei nostri territori. Difendere i negozi di vicinato significa difendere la vita dei centri storici, il lavoro artigiano, le relazioni umane e l’economia reale che tiene unite le nostre comunità”.

Il cuore della nuova legge risiede nella semplificazione amministrativa, con il rafforzamento del SUAP come unico punto di accesso digitale e l’estensione della SCIA per accelerare le procedure. In particolare, per il commercio all’ingrosso sarà sufficiente una comunicazione unica, basata sul requisito dell’onorabilità. “È una scelta politica netta: fiducia nelle imprese, controlli mirati ma non oppressivi, e superamento di procedure inutilmente complesse che spesso frenano chi vuole investire”, ha sottolineato l’assessore.

Sul fronte urbanistico, il disegno di legge introduce una definizione più netta di centro urbano, escludendo le zone produttive per concentrare i servizi e le attività nei nuclei storici delle città. Viene inoltre posto un limite di 400 metri quadrati per le medie strutture di vendita, che saranno soggette a valutazioni preventive sull’impatto viabilistico e ambientale. La norma incentiva il recupero di aree dismesse per limitare il consumo di suolo, estendendo gli oneri di sostenibilità per le nuove aperture fuori dai centri.

Novità rilevanti riguardano anche il commercio su aree pubbliche e la somministrazione nei negozi. Per gli hobbisti aumentano da 6 a 10 le giornate annue dedicate ai mercatini, mentre i negozi di vicinato potranno offrire somministrazione non assistita, purché senza sedute e cucina espressa, per non generare concorrenza sleale verso i pubblici esercizi. Per quanto riguarda le edicole, viene confermata la liberalizzazione per favorire la diversificazione dell’offerta.

Infine, la riforma guarda al futuro della mobilità trasformando le stazioni di rifornimento in hub di servizi per l’energia elettrica e l’idrogeno. In conclusione, Bitonci ha ribadito la portata dell’intervento: “Questo disegno di legge non è solo un riordino normativo. E’ una riforma che definisce una nuova centralità dei centri storici, il sostegno alle piccole imprese, regole chiare per la grande distribuzione, e una decisa semplificazione amministrativa. Abbiamo costruito assieme alle categorie un testo che guarda avanti ma parte dai problemi reali: difendiamo il commercio di prossimità e mettiamo ordine nello sviluppo della grande distribuzione. È una riforma che dà risposte alle imprese e ai territori e rafforza la competitività del Veneto”.

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