12.08.2026 – 08:55 – Un uomo di 57 anni, originario della provincia di Treviso, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico. L’indagine, partita da una segnalazione nell’ambito della collaborazione internazionale, ha portato gli investigatori a identificare il titolare di utenze telefoniche e profili social inizialmente anonimi o fittizi. Nel materiale sequestrato sono stati inoltre individuati contenuti realizzati e manipolati attraverso sistemi di intelligenza artificiale.
L’indagine è stata avviata dopo una segnalazione ricevuta nell’ambito della collaborazione internazionale da parte di un’organizzazione che aveva rilevato il caricamento di contenuti sospetti su una nota piattaforma social. Gli operatori specializzati del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Veneto, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia e dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, hanno svolto una serie di accertamenti telematici per risalire all’identità dell’utente. Le attività hanno compreso sofisticate analisi telematiche, incroci dei dati provenienti dai service provider e mirate attività di Open Source Intelligence (OSInt). Gli accertamenti hanno consentito di ricondurre all’uomo l’utenza telefonica e i profili social utilizzati, inizialmente riconducibili a identità anonime o fittizie.
Nel corso della perquisizione, delegata dalla Procura della Repubblica di Venezia, gli investigatori hanno sequestrato i dispositivi informatici nella disponibilità del 57enne, tra cui smartphone e personal computer. Le successive analisi tecniche hanno permesso di individuare oltre 350 file, tra video e immagini di natura pedopornografica. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il materiale illecito era custodito all’interno di una cartella criptata, utilizzata per occultarne il contenuto e renderne più difficoltosa la ricerca e la visibilità. Il rinvenimento ha consentito di procedere all’arresto dell’indagato in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico.
Le analisi forensi hanno inoltre accertato l’utilizzo di software basati sull’intelligenza artificiale per la creazione e la manipolazione di immagini raffiguranti minori, anche reali o reperite online. Gli investigatori hanno inoltre individuato video iperrealistici generati attraverso questi strumenti e raffiguranti minori coinvolti in atti di natura sessuale. Al termine degli adempimenti di rito, l’uomo è stato associato presso la locale Casa Circondariale, dove si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


