L’Ateneo Veneto ricorda l’Alluvione del 1966 con un incontro

03.11.2026 – 09:30 – A sessant’anni dalla tragica alluvione del 4 novembre 1966, Venezia e Firenze tornano a raccontare una delle pagine più dolorose della loro storia attraverso la letteratura. Due città, accomunate dalla devastazione provocata dall’acqua, diventano protagoniste di un unico progetto editoriale che intreccia memoria, testimonianze umane e capacità di rinascita. Il volume “4 novembre 1966: due storie di fango e di luce”, pubblicato da Betti Editrice, sarà presentato ufficialmente giovedì 5 novembre 2026, alle 17.30, nella Sala Lettura dell’Ateneo Veneto. Un’opera che, attraverso due romanzi, restituisce il ricordo della catastrofe e rende omaggio alle comunità che seppero affrontarne le conseguenze.

Il libro riunisce “Aquagranda. Il romanzo dell’alluvione di Venezia 1966” di Roberto Bianchin e “Nera di malasorte. Il romanzo dell’alluvione di Firenze 1966” di Massimiliano Bellavista. Due narrazioni che affrontano lo stesso evento storico da prospettive differenti, portando al centro le esperienze delle persone coinvolte, la paura, le perdite e la solidarietà che accompagnò i momenti più difficili. Venezia, con la laguna e l’isola di Pellestrina travolte dall’“aqua granda”, e Firenze, sommersa dalle acque dell’Arno e dal fango, vengono messe in dialogo senza gerarchie. Il risultato è un racconto a due voci che restituisce la dimensione umana della tragedia e il percorso di resistenza e ricostruzione delle due comunità, mantenendo viva una memoria che appartiene alla storia collettiva del Paese.

Particolare anche la struttura scelta per il volume, ideata dall’editore Luca Betti secondo la formula editoriale del libro “testa-coda”, conosciuta anche come dos-à-dos. Al posto della tradizionale quarta di copertina, il libro presenta due ingressi autonomi e speculari. Il lettore può quindi decidere da quale delle due storie iniziare: da una parte il racconto dell’alluvione veneziana, dall’altra quello della Firenze colpita dall’esondazione dell’Arno. Le due narrazioni procedono in direzioni opposte fino a incontrarsi al centro del volume, dove un segno grafico invita a ruotare il libro di 180 gradi per proseguire con la seconda storia. Una scelta che non rappresenta soltanto una soluzione editoriale originale, ma diventa parte integrante del significato dell’opera, mettendo materialmente in relazione due percorsi narrativi e due memorie accomunate dalla stessa tragedia.

Il progetto presenta anche una significativa finalità solidale. L’iniziativa è promossa dal Distretto Lions 108La e nasce con una forte impronta etica e civica. Gli autori e la casa editrice hanno infatti rinunciato integralmente ai propri compensi. Il ricavato delle vendite, al netto dei soli costi vivi di stampa, sarà devoluto al service Libro Parlato Lions, trasformando la pubblicazione in un’occasione di sostegno a un’attività di utilità sociale.

La presentazione all’Ateneo Veneto si inserisce nel calendario delle iniziative organizzate per ricordare il sessantesimo anniversario dell’alluvione veneziana. Il giorno precedente, mercoledì 4 novembre, alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, è in programma una proiezione straordinaria del video dell’opera lirica “Aquagranda”. Il lavoro, definito un “dramma per musica in un atto”, inaugurò la stagione lirica 2016-2017 del Teatro La Fenice ed è tratto dall’omonimo libro di Roberto Bianchin. Un ulteriore appuntamento che contribuisce a riportare al centro dell’attenzione una vicenda che ha segnato profondamente la storia della città e la memoria dei suoi abitanti.

Con “4 novembre 1966: due storie di fango e di luce”, il ricordo dell’alluvione si rinnova attraverso due racconti che mettono in evidenza non soltanto la portata della devastazione, ma anche la capacità delle comunità di reagire, ricostruire e trasformare un’esperienza dolorosa in memoria condivisa e impegno collettivo. La presentazione di giovedì 5 novembre all’Ateneo Veneto, in programma alle 17.30 nella Sala Lettura, sarà a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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