09.07.2026 – 08:33 – Il Veneto si dota di un nuovo e imponente scudo contro il dissesto idrogeologico attraverso lo stanziamento di 257 milioni di euro per il prossimo triennio. Il Piano Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028 punta a rafforzare in modo capillare la sicurezza idraulica e la resilienza del territorio, combinando fondi regionali, statali ed europei per trasformare la pianificazione tecnica in cantieri operativi diffusi in tutte le province.
La salvaguardia del suolo e la mitigazione del rischio rimangono al centro dell’agenda di governo del territorio. “La difesa del suolo e la messa in sicurezza idraulica del nostro territorio rappresentano uno degli obiettivi centrali della nostra azione di governo. Con l’adozione del nuovo Piano Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028, confermiamo questa linea d’indirizzo, destinando risorse significative alla mitigazione del rischio idrogeologico”, dichiara l’assessore all’Ambiente della Regione del Veneto, Elisa Venturini, nel presentare il programma economico appena approvato.
L’architettura finanziaria del piano si articola su diverse linee di finanziamento complementari che permettono di raggiungere la cifra complessiva. L’assessore evidenzia come il provvedimento si inserisca in una strategia di investimento ancora più ampia: “Tra risorse regionali e sinergie messe in campo, abbiamo concentrato circa 212 milioni di euro in interventi mirati alla protezione del territorio. A questi si aggiungono ulteriori 28 milioni di euro derivanti dalla riprogrammazione di fondi FESR, oltre a 20 milioni stanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per un’ulteriore serie di lavori. Si tratta di un complesso di interventi fondamentali per gestire in modo efficace la sicurezza idrica della nostra regione”.
L’amministrazione regionale sottolinea l’approccio concreto della programmazione, che poggia su una consolidata esperienza di gestione tecnica del territorio e su una serie storica di interventi già realizzati nell’ultimo quindicennio. “Non parliamo di un libro dei sogni – chiarisce l’assessore Venturini – ma di cantieri operativi frutto di una pianificazione tecnica rigorosa e di una capacità organizzativa consolidata. Dal 2010 a oggi, abbiamo gestito oltre 3.000 interventi in tutto il Veneto, dimostrando una costanza operativa che prosegue anche con questa programmazione”.
L’applicatione pratica della manovra si tradurrà in una serie di cantieri diffusi, focalizzati principalmente sul ripristino dell’officiosità dei corsi d’acqua e sul consolidamento delle strutture arginali esistenti, con una particolare attenzione ad alcune aree specifiche come la provincia di Padova. “Penso ai lavori sul fiume Fratta, a tutela dei comuni di Montagnana e Merlara, al consolidamento del torrente Muson dei Sassi a Campodarsego, o ancora alla stabilizzazione del fondo del canale scaricatore a Padova. Sono opere essenziali per la tutela del territorio e per la gestione ottimale delle portate idrauliche”, spiega l’esponente della giunta regionale.
Dal punto di vista della gestione delle grandi opere e dei grandi bacini di laminazione, la strategia regionale sfrutta una flessibilità temporale e finanziaria legata all’utilizzo dei fondi comunitari, che consente di ottimizzare le risorse di bilancio. Molte delle risorse dedicate ai bacini di laminazione derivano infatti da canali europei, permettendo di non gravare sul bilancio ordinario regionale. La programmazione segue orizzonti temporali flessibili: i fondi comunitari, operando su cicli di sei anni, vengono stralciati dal piano triennale nel momento in cui diventano operativi, permettendo così di liberare spazio per gestire con tempestività altre necessità del territorio.
L’obiettivo strategico di lungo termine rimane quello di strutturare un territorio capace di anticipare gli effetti dei mutamenti climatici anziché limitarsi alla sola risposta emergenziale. “La nostra Regione – conclude Elisa Venturini – continua a dimostrare che la prevenzione è una condizione imprescindibile per la sostenibilità. Seguendo il modello di un Veneto che si rimbocca le maniche, non ci limitiamo a gestire le espergenze, ma lavoriamo costantemente per rendere il nostro territorio più sicuro e pronto ad affrontare le sfide climatiche dei prossimi anni”.


